lunedì 24 giugno 2019

NASCE UN APP CONTRO INQUINAMENTO DELLA PLASTICA


Nel 2010 il National Geographic ha denunciato che ogni anno finsicono negli oceani  8 milioni di tonnellate di spazzatura. Nel 2017 la MacArthur Foundation ha stimato che nel 2050 negli oceani ci sarà più plastica che pesci. Al largo dell'Oceano Pacifico, fra le Hawai e la California si è formato un acccumulo di rifiuti galleggianti, per lo più materiale plastico, denominato Great Pacific Garbage patch, che raggiunge la incredibile superficie di 1.500.000 chilometri quadrati, 6 volte la dimensione della Gran Bretagna. Una vera e propria bomba ad orolegeria per il nostro ecosistema. Di fronte a questi dati è diventato urgente agire per fermare quello che rischia fra pochi anni di assumere i contorni di un disastro ecologico senza precedenti. Martin Doley, ecologista britannico, ha fondato un app, #2minutesbeachclean, in cui spiega come ognuno di noi con qualche piccolo accorgimenrto ( 2 minuti è il tempo che si deve dedicare ) può fare la sua parte per limitare l'uso della plastica. Nel suo libro di recente uscita in Italia, edito da Aboca “ Basta plastica”, l'ecologista britannico spiega in maniera dettagliata come cercare di vivere tutti i giorni in un mondo più pulito e senza plastica, uno dei più grandi inquinanti dei nostri tempi.

Per cominciare per esempio si potrebbe rinunciare ad acquistare bottiglie di acqua in plastica non ricclabile, un fenomeno che ha ssunto proporzioni enormi. In Gran Bretagna ogni nucleo famigliare usa circa 480 bottiglie di plastica, di cui ne ricicla poco piu della metà, Facendo un rapido calcolo, ogni giorno in Gran Bretagna si usano 35 milioni di bottiglie di plastica e, di questi, circa 23 milioni non vengono riciclati. Sempre nel Regno Unito ogni anno vengono venduti 3.200.000.000 litri di acqua in bottiglia. In Italia la situazione è ancora peggiore, considerando che  ogni anno vengono venduti 8 miliardi di litri di acqua in bottiglie di plastica. Il nostro paese, infatti, ha il primato europeo in questa poco virtuosa classifica, e il terzo posto nel mondo. La maggior parte di questa plastica finisce nei mari, che sono per l'80% inquinati proprio da materiale plastico. Se si pensa che in media una bottiglia di plastica impiega 450 anni per degradarsi, si può ben capire quale sia l'entità del problema. L'unione europea sta cercando di porre rimedio a questo situazione. Dal 2021 saranno, infatti, vietate le confezioni in plastica usa e getta ed entro il 2025 il 90% della plastica dovrà essere riciclabile. Ma come dice Dorsey nel suo scorrevole libricino, il tempo stringe e biosogna agire da subito. Ogni settimana circa 150.000 persone si connettono al profilo instagram di #2minutesbeachclean, e si calcola che ad ogni post o sessione sui social si raccolgano nel mondo 130 kg di spazzatura, con dei semplici facili accorgimenti.

Evitare le vettovaglie in plastica, le penne a sfera usa e getta come le Bic, i cotton fioc in plastica, le salviette umidificate, le cannucce e i giocattoli per bambini, i cui componenti ed imballaggi sono in gram parte ancora in materiale non riciclabile. Negli Stati Uniti è nato da poco un movimento. Zero waste movement, sulla scorta dell'esperienza di Dorsey, il cui gruppo su facebook conta già più di 100.000 iscritti, e in cui genitori consapevoli si csambiano suggerimenti per eliminare per esempio tutti i giocattoli, come le famose Barbie o i leggendari Lego che non sottostanno alle regole ecologiche. E qualacosa sta cominciando a muoversi anche a livello industriale. La stessa Lego, per esempio, che nel 2016 aveva fatturato 5,49 miliardi di utili, si è impegnata a mettere in commercio dal 2030 mattoncini sostenibili, sia per il materiale di fabbricazione sia per quello dell'imballaggio. La Hasbro ha annunciato che da quest'anno utilizzerà solo plastiche di origine vegetale, mentre la Mattel ha inserito nelle confezioni le istruzioni su come riciclare le componenti del giocattolo quando finisce di essere usato. Nel 2017 la grande catena di pub inglesi, Wetherspoonsi è impegnata ad eliminare le cannucce di plastica, evitando cosi che, ogni anno, almeno 70 milioni di cannucce finiscano nei nostri mari. In Italia vicino a Bologna, la Bio on una azienda che produce proprio materiale plastico completamente biodegradabile, grazie all'utilizzo di biopolimeri derivati da fonti vegetali, ha da poco sperimentato un filtro vegetale per sigarette che, oltre a ridurre la nocività del fumo, contribuisce a ridurre l'inquinamento ambientale. Ma ancora moltissimo resta da fare, e come dice Dorsey spendere solo 2 minuti del proprio tempo per cercare di porvi rimedio, pare uno sforzo alla portata di chiunque di noi

domenica 16 giugno 2019

FACEBOOK E LA SUA NUOVA CRIPTOVALUTA


 
Facebook e” pronta ad entrare nel mondo delle criptovalute con una sua propria moneta, chiamata Libra. Molti colossi del settore come Paypal, Bloomberg, Visa e Uber con un gettone da 10 milioni di dollari ciascuno hanno già aderito al progetto. Ma cosa vuole veramente Facebook facendo questo passo insolito se vogliamo per un social network? Per Facebook si tratta sicuramente di una scommessa, in un momento estremamente delicato, alla luce delle accuse per la gestione “allegra” dei dati dei 2,4 miliardi di utenti, a partire dallo scandalo Cambridge Analytica.
“Credo che le persone debbano potersi scambiare denaro così facilmente come mandano una foto». Così lo scorso aprile Mark Zuckerberg aveva alzato il velo sul progetto che da tempo un team dedicato stava realizzando in gran segreto in una palazzina di Menlo Park a cui si accede con un badge specifico. Alla base di tutto ovviamente c'è l'esigenza di dover diversificare un settore che appare ormai saturo ed irto di difficoltà come quello dei social network, in cui i  ricavi pubblicitari potrebbero avere un freno sia dagli scandali scoppiati e sia dalla modesta, ma tangibile diminuzione di utenti del social network più famoso del mondo. Inoltre Zuckenberg sembrerebbe voler entrare a gamba tesa in un settore come quello della blockchain, che secondo molti potrebbe rivoluzionerar fra qualche anno il mondo, cosi come lo abbiamo inteso. La blockchain, infatti, si basa sostanzialmente su un sistema di blocchi che vengono condivisi ed autorizzati in maniera decentralizzata, saltando il passaggio dell'intermediario, che comporta rallentamenti e difficoltà dal punto di vista della privacy e del processo autorizzativo. Ma secondo alcuni esperti in questo modo, la società di Menlo Park potrebbe anche ostacolare la decisione dei governi di volere controllare il modus operandi del social network. Con il progetto “GlobalCoin” Facebook vuole evitare di riproporre un modello nuovamente centralizzato: per questo punta a costituire un network di attori di rilievo che garantiscano un sistema relativamente autonomo, quasi una “fondazione” per la blockchain. Ma questa moneta sara stabilizzata su un paniere di valute per evitare le grandi oscillazioni che hanno le criptovalute “libere” Bitcoin in testa. Si tratta di una sorta di mostro a due testa.

mercoledì 5 giugno 2019

BITCOIN: CONIO APRE A PRELIEVI ILLIMITATI

Conio, startup innovativa operante in ambito fintech che ha realizzato il primo portafoglio Bitcoin italiano su smartphone, presenta un’importante evoluzione del proprio servizio, nato con l’obiettivo di permettere a chiunque di accedere al mercato della valuta digitale senza complessità tecniche né preoccupazioni. A partire da oggi infatti, grazie all’innalzamento delle soglie quotidiane e annuali, sarà possibile aumentare i flussi di acquisto e di vendita più liberamente.In particolare, accedendo alla sezione mercato dell’app, i clienti del Portafoglio Bitcoin Conio potranno: Comprare Bitcoin con carta di credito e prepagata fino a 5000€ al giorno e 50.000€ all'anno.Vendere Bitcoin fino a 5.000€ al giorno e 50.000€ all'anno. Per chi vorrà superare queste soglie, nei prossimi mesi Conio annuncerà anche l’attivazione del nuovo servizio Over the Counter (OTC), che potrà contare del supporto del Customer Care, da sempre importante caratteristica distintiva e di valore offerta dall’innovativo wallet a chi si avvicina a questo mondo. Per utilizzare il servizio sarà sufficiente contattare tramite app l’assistenza, che attiverà immediatamente il processo per accompagnare il cliente nelle fasi di esecuzione del bonifico finalizzato all’acquisto dei Bitcoin, che verranno visualizzati nel portafoglio ad operazione effettuata. “L’attenta osservazione dell’andamento di mercato negli ultimi anni – ha dichiarato Christian Miccoli, co-founder e Ceo di Conio - ci dice che la recente ripresa delle quotazioni corrisponde alla probabile ripartenza del mercato in vista dell’halving 2020”. Ma che cosa è l'halving, che per gli addetti al settore delle criptovalute è un momento  atteso con grande trepidazione? In base alle regole introdotte nel 2008 alla nascita della più famosa criptomoneta, non potranno essere generati più di 21 milioni di Bitcoin e la quantità prodotta dai miners attraverso l’attività di estrazione sarà dimezzata ogni 4 anni da un processo denominato “halving”. Quando qualcuno crea una nuova transazione Bitcoin, viene inviata a tutti gli altri nodi della rete, compresi quelli che stanno contribuendo al processo di mining. Queste transazioni sono raccolte e archiviate localmente mentre i “minatori” stanno anche lavorando su un puzzle di sorta, che richiede moltissima di potenza di calcolo per risolvere e un grande dispendio di energia. Se un minatore risolve il puzzle prima di chiunque altro, guadagna la possibilità di pubblicare il nuovo blocco di transazioni sul blockchain pubblico e raccogliere un premio che era di 25 bitcoin fino al 2016, mentre oggi è di 12,5  più eventuali commissioni di transazione Il primo halving è avvenuto nel 2012 (da 50 a 25 BTC), il secondo nel 2016 (da 25 a 12,5 BTC) e in entrambi i casi, come effetto diretto della riduzione dell’offerta, si è assistito nella fase precedente all’evento a un primo incremento del valore della criptovaluta e al raggiungimento di picchi importanti nella fase successiva, per arrivare poi a una stabilizzazione del valore a livelli sempre più alti.  Con l’arrivo dell’halving del 2020, che dimezzerà la generazione di nuovi Bitcoin, passando dagli attuali 12,5 ogni 10 minuti per singolo blocco ai 6,25 previsti, è possibile che come avvenuto in precedenza si assisterà a una nuova fase di importante crescita dei prezzi e ad un’espansione dei volumi delle transazioni. Per Conio, l’innalzamento delle soglie operative e il lancio del servizio OTC rappresentano un importante passaggio nell’esecuzione della propria strategia evolutiva. Da smart wallet, ideato per piccoli acquisti e vendite di Bitcoin, a vera e propria alternativa all’exchange, che risponde anche alle esigenze di investitori più esperti. Tre gli elementi distintivi che hanno reso il Portafoglio Bitcoin Conio un servizio altamente innovativo e competitivo all’interno del mercato delle criptovalute: la Sicurezza, il sistema unico a tre chiavi, che garantisce la massima sicurezza contro attacchi hacker, furti di identità e il recupero dei Bitcoin; il Customer care, il servizio clienti sempre attivo e contattabile; Compliance, la garanzia che tutte le operazioni di acquisto e vendita di Bitcoin avvengono all’interno del territorio italiano, assicurando la massima trasparenza e il pieno rispetto delle norme. stabilizzazione del valore a livelli sempre più alti. Fondata a San Francisco nel 2015, Conio è oggi tra le prime società fintech in Europa a offrire alle istituzioni finanziarie, banche e assicurazioni, soluzioni integrate per la gestione di asset digitali, dai wallet per la gestione delle criptovalute all’integrazione dei protocolli blockchain all’interno di carte e servizi di pagamento su smartphone. La società che nel 2018 ha chiuso un round di finanziamenti da 3 milioni di euro e vale circa 40 milioni, punta perciò adesso a crescere ulteriormente

sabato 1 giugno 2019

Blockchain soluzione per la lotta alla contraffazione

Il mercato dei prodotti contraffatti non conosce crisi, anzi registra una crescita "considerevole": il suo valore, secondo un rapporto diffuso dall'Ufficio UE per la proprietà intellettuale (EUIPO) e dall'OCSE, ha toccato i 460 miliardi di euro contro i 338 miliardi del 2016. La sua quota sul totale del commercio mondiale è quindi salita dal 2,5 al 3,3%. Per i soli Paesi UE, il documento diffuso indica che la quota di merci contraffatte o pirata importante nei 28 ha raggiunto i 121 miliardi di euro, cioè il 6,8% delle importazioni complessive. I Paesi più colpiti dal fenomeno sono gli USA, la Francia, l'Italia, la Svizzera, la Germania e il Giappone. Per quanto riguarda l'Italia, secondo lo studio sono stati persi almeno 88mila posti di lavoro a causa della contraffazione, pari al 2,1% degli occupati italiani a tempo pieno nei settori toccati dal fenomeno. Dal punto di vista dei danni erariali, si tratta di una perdita pari nel 2016 a 4,3 miliardi di tasse in meno su commercio all'ingrosso e al dettaglio, più altri 6 miliardi persi in diritti sulla proprietà intellettuale. Un totale di 10,3 miliardi persi per le casse dello stato, quindi, pari al 3,2% delle tasse su valore aggiunto, reddito individuale e ricavi societari più i contributi alla sicurezza sociale, ovvero lo 0,62% del PIL italiano. Molto diffusa anche la le vendita di prodotti contraffatti on line, che nel 2018 ha rappresentato il 33% dei mancati guadagni da parte dei brand del lusso.  Allla luce di questi dati davvero preoccupanti cosa si è fatto per combattere il fenomeno e sopratutto cosa si può fare in futuro? Forse una soluzione risolutiva nella lotta alla contraffazione dei marchi del lusso, potrebbe arrivare dalla tecnologia blockchain. Le blockchain che sono dei protocolli che orchestrano scambi di informazioni tra entità che non si devono necessariamente conoscere tra loro e che fomano dei blocchi di dati, che per poter essere autenticati hanno bisogno dell'approvazione di piu utenti, senza ausilio di alcun intermediario, e quindi sono quasi impossibili da modificare. Ci sono due modi,infatti, per sfidare la contraffazione: uno è rendere più difficile la copia di un oggetto autentico, ad esempio aggiungendo un chip, l’altro è creare un sistema di incentivi/disincentivi. Le blockchain, con la loro immutabilità, vanno molto bene per registrare azioni su cui poi vengono prese decisioni. Quindi sicuramente avranno un ruolo chiave nel creare un sistema stabile e affidabile di incentivi/disincentivi per garantire appunto l'autenticità di un prodotto. Con questo obiettivo nasce Luxochain, società svizzera di Lugano ( ma italiana al 100% nella testa), che negli ultimi due anni ha sviluppato una tecnologia che utilizza la blockchain creando un passaporto digitale che identifica in modo univoco un bene dell'alto di gamma, attestando la sua originalità. In pratica, ogni prodotto, che sia una borsa di un brand del lusso o un vino prezioso, avrà un suo "gemello digitale" registrato a vita sulla blockchain, quindi non modificabile da nessuno, mantenendo la tracciabilità del prodotto e garantendone l'autenticità. Inoltre, attraverso un'applicazione su smartphone, ogni persona, potrà sapere se il prodotto è autentico o rubato, conoscere la sua storia e cederlo in modo sicuro. "Con Luxochain vogliamo affrontare la problematica dei prodotti contraffatti che invadono sempre di più i nostri mercati. Credo che il consumatore quando si accorgerà di questo prodotto lo gradirà e sarà il primo a richiederlo" ha detto Luigi Consonni, ceo e fondatore della società. 
La tecnologia blockchain insomma sembra davvero poter dare un mano ai big della moda per garantire l’autenticità del prodotto e la trasparenza della filiera, due priorità per i consumatori di prodotti di lusso. E' recente la notizia che il colosso del lusso LVMH, sarebbe pronta a lanciare AURA, una blockchain d’autenticazione dei suoi prodotti che inizialmente dovrebbe riguardare Louis Vuitton e Parfums Christian Dior. Il dispositivo sarebbe stato sviluppato dallo specialista in blockchain Quorum, con il supporto di Microsoft Azure e dello specialista di soluzioni blockchain Consensys. In un primo tempo, lo strumento sarebbe destinato a dimostrare l'autenticità dei prodotti, mettendo a disposizione dei clienti dei dati non falsificabili sul percorso compiuto dai materiali lungo tutta la catena di produzione e distribuzione. In un secondo tempo, AURA potrebbe essere usata per combattere la circolazione dei prodotti contraffatti creando nel contempo un nuovo strumento di comunicazione e fidelizzazione per i clienti dei marchi del gruppo.

NASCE IL PRIMO KIT ANTISOFISTICAZIONE OLIO EXTRAVERGINE

  Nasce il primo kit domestico per scoprire difetti, frodi e contraffazione di uno degli alimenti principi sulla tavola degli italiani, l’ol...