domenica 25 novembre 2018

Ecommerce nuova frontiera anche per Ikea




Ikea cambia modello di business e lo fa partendo da un piano di ristrutturazione che prevede la riduzione di 7.500 posti di lavoro o meglio posizioni di lavoro in 30 paesi del mondo secondo quanto comunica l’emittente Usa Cnbc. Non è però una notizia del tutto negativa visto che si punta a rafforzare alcuni settori con altri 11 mila entro 2 anni.. I progetti del colosso svedese di arredamento sono tanti e guardano al futuro smart in particolare. Ci sono però dei dati da considerare. Se le vendite online sembrano proseguire bene, segno che il settore dell’e-commerce è in salute, quelle dei negozi fisici sembrano vacillare..In Germania, le vendite online di Ikea sono cresciute più velocemente delle vendite al dettaglio. Peraltro i ricavi globali di Ikea sono cresciuti del 4,7 per cento e si sono attestati a 34,8 miliardi di euro (39,7 trilioni di dollari) nell’ anno fiscale 2018, conclusosi il 30 agosto, contro il 7% dell'anno precedente.  Ikea sta anche sperimentando nuovi servizi di realtà aumentata, che consentono ai clienti di visualizzare i mobili da acquistare direttamente all’ interno dei propri spazi domestici. Da qui la decisione di un piano di ristrutturazione per investire maggiormente alle vendite online e potenziare i punti vendita nelle città. I grandi store delle periferie sembrano non attrarre più come un tempo i clienti che durante i fine settimana affollano i centri commerciali a caccia dell’accessorio per la casa. L’idea è più quella di investire su negozi più piccoli, situati in centro, con prodotti ad hoc e un servizio clienti attivo. C’è però il rovescio della medaglia visto che Ikea come detto, pensa appunto di “sbarazzarsi” di 7.500 posizioni di lavoro ritenute non importanti e creare più di 11 mila posti nei prossimi 2 anni. Si punta a potenziare il digitale in particolare, dunque figure legate a questo tipo di settore. Il colosso svedese ha in mente anche di aprire 30 negozi in città. In Italia il gruppo vale 1,7 miliardi di euro lo scorso anno e proprio nel nostro paese è iniziata la sperimentazione di negozi più piccoli e specializzati come il Pop-Up store di Roma all’interno di Eataly, che si concentra soprattutto su cucina e living.  Il problema reale è però che il modello di business incentrato sopratutto sui grandi store fuori città, sta cominciando a segnare il passo. La concorrenza dei giganti del web come Amazon sta facendo sentire i suoi effetti anche sul gigante del mobili low cost svedese. La holding di Ikea Ingka perciò ha annunciato piani di ristrutturazione a causa del calo delle vendite nei negozi e l’aumento delle vendite online.  E spiega così la svolta epocale: «stiamo osservando che il settore delle vendite al dettaglio sta cambiando ad un ritmo come mai prima», dice Jesper Brodin, ceo di Ingka. L’idea è quella di avviare un piano per espandere le vendite online e per creare nei negozi in centro città dove poter scegliere l’arredamentoOltre a testare nuove tecnologie (spesa virtuale) proverà l’affitto di mobili e cercherà di portare la propria percentuale di vendite e-commerce dal 5% al 10%
Ikea punta quindi sui centro città, sull’ affitto dei mobili e sull’e-commerce. La scelta di negozi più piccoli e di sviluppo attraverso l’e-commerce non è in line a con quello che sta accadendo in Francia e negli USA, dove i grandi centri commerciali e gli ipermercati sono in crisi da tempo. L’affitto dei mobili potrebbe avere un grosso impatto sull’ ambiente (economia circolare).L'obiettivo è insomma quello di entrare direttamente nelle case dei potenziali acquirenti sfruttando proprio il digitale, lo shopping online e un servizio migliore di consegna a domicilio. Da qui anche la decisione di rivedere le strategie di pianificazione: se finora l'orizzonte temporale andava dai cinque ai dieci anni, ora si è optato per un approccio triennale in modo da stare al passo con una società in rapida trasformazione


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