sabato 12 gennaio 2019

FINTECH: ANNO RECORD

2018 è stato davvero un anno da record per l’innovazione technology-driven nei servizi finanziari. A testimoniarlo è il livello record dei finanziamenti che, secondo CB Insights, nel terzo trimestre del 2018,  erano già cresciuti dell’82% rispetto al dato totale del 2017. In questo contesto, qual è lo scenario italiano? E qual è il rapporto tra gli italiani e il fintech? Affronta la questione il nuovo Report dell’Osservatorio Fintech e Insurtech del Politecnico di Milano “Fintech e Insurtech: l’Italia spiega le vele. Il digitale sta rivoluzionando l’ecosistema finanziario italiano favorendo la nascita di attori innovativi facendo emergere nuove esigenze della clientela e nuove forme di relazione tra utenti imprese istituti finanziari – commenta Marco Giorgini, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Fintech e Insurtech – Ma bisogna accelerare il processo di trasformazione digitale per non farsi trovare impreparati, è necessario approfittare delle opportunità offerte da nuove tecnologie come la blockchain, le piattaforme di roboadvisor, per proporre nuovi servizi di valore, banche e assicurazioni possono rispondere alle sfide della trasformazione digitale mettendo l’innovazione al centro delle strategie e puntando sulla costante collaborazione con altri attori”. Scendendo nel dettaglio, il rapporto evidenzia come circa 11 milioni di italiani (ovvero 1 su 4)  hanno utilizzato almeno un servizio fintech nel 2018, e ne sono rimasti soddisfatti: particolarmente graditi i servizi di mobile payment, i servizi per gestire il proprio budget personale e familiare e i servizi per trasferimenti istantanei di denaro tra privati, oltre a servizi in ambito assicurativo come la gestione digitale dei sinistri e le micro-polizze. servizi digitali utilizzati dalle PMI, il rapporto indica che il 92% delle imprese utilizza l’home banking attraverso un computer, mentre il 55%  interagisce con la propria banca tramite un’applicazione per smartphone. I prodotti finanziari più utilizzati dalle PMI sono l’anticipo su fatture (71%) e le soluzioni di leasing (66%), mentre sono poco sfruttate gli strumenti di previsione del Cash Flow (18%). Solo il 5% delle imprese campione ha già utilizzato metodi di finanziamento alternativi come Minibond, P2P Lending, Crowdfunding, soluzioni di Supply Chain Finance, tutti strumenti che sono ben poco conosciuti. Persistono ancora alcune PMI che non utilizzano neanche pc (8%). Nello specifico poi per quanto riguarda i finanziamenti che a livello globale sono stati circa 43 miliardi di dollari, in Italia ci sono alcuni servizi che crescono e che riescono a raccogliere adeguati finanziamenti. È il caso delle assicurazioni online e dei sistemi di pagamento digitali o P2P, con soprattutto le prime che hanno saputo raccogliere negli anni una grossa fetta di pubblico che le ha scelte in virtù del risparmio garantito. Settore in grandissima crescita a livello globale è poi sicuramente quello dei pagamenti digitali. Secondo i dati del “World Payments Report 2018” di Capgemini e Bnp Paribas, si rileva come le transazioni digitali raggiungeranno un tasso di crescita annuale del 12,7% entro il 2021, aumentando quindi la progressione che si era attestata al 10,1% nel periodo 2015-2016, quando i volumi delle transazioni non in contanti aveva toccato i 482,6 miliardi. Tra i paesi in prima linea che trainano l’aumento delle transazioni digitali ci sono la Russia (+36,5%), l’India (33,2%) e la Cina (25,8%), mentre i mercati più maturi si attestano poco al di sopra del 7%. Anche le più grandi aziende si stanno muovendo in questo senso. per quanto riguarda gli operatori sarà ancora dominato da App play, Samsung pay ed Android pay, oltre a WeChat pay, Starbucks pay e ovviamente Amazon pay. Anche in Italia alcuni si stanno muovendo in questo senso. A Dicembre, infatti, Sixthcontinent, la piattaforma di social commerce italiana, che ha registrato un aumento del fatturato del 700% sul 2017, ha lanciato il proprio sistema di pagamento digitale, sxc pay. E non potrebbe essere che così visto che, secondo l’ Osservatorio del Politecnico di Milano sul mobile payment, si tratta di un mercato che oggi vale 46 miliardi di euro, ovvero il 21% dei pagamenti digitali “old style” (con carta), ma si stima che nel 2020 il valore sarà più che raddoppiato, visto che raggiungerà quota 100 miliardi. E solo per rimanere in Italia nel  2020 il transato delle nuove forme di pagamento digitale, potrebbe valere dai 3,2 ai 6,5 miliardi di euro. Secondo gli esperti comunque il 2019 sarà l’ anno della svolta per il fintech, con il sempre più crescente utilizzo della intelligenza artificiale nel settore che dovrebbe oltremodo rivoluzionare il mondo della finanza e dei pagamenti sul web.


vcaccioppoli@gmail.com

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